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Personaggi

Mario Zampi

Regista e produttore già allievo di Ettore Petrolini. Si trasferì oltre Manica nel 1923, quando aveva vent’anni. A trentasette fu arrestato dalle autorità britanniche con l’entrata in guerra dell’Italia contro il Regno Unito e, come tanti altri connazionali emigrati negli anni precedenti, fu deportato per timore di spionaggio.

Sopravvisse al naufragio1 della nave Arandora Star2 sulla quale stava viaggiando per essere deportato in Canada. Il 2 luglio 2008 a Liverpool ha avuto luogo la commemorazione delle vittime dell’affondamento della nave “Arandora Star”, dal cui porto la nave salpò alla fine di giugno del 1940 con a bordo gli oltre 1200 internati e prigionieri di guerra italiani (446), tedeschi e austriaci3. La nave, che non portava come avrebbe dovuto, contrassegni per il trasporto di prigionieri ma era colorata con livrea mimetica che la faceva facilmente confondere per una nave da guerra, era persino equipaggiata con due cannoni a bordo, uno a prua ed uno a poppa. Fu presto avvistata da un U-Boot tedesco che rientrava al termine di una lunga missione in Atlantico e il 2 luglio la colpì affondandola con l’ultimo siluro rimasto a bordo. Le vittime furono circa 800 (446 italiani dei quali circa 80 nati nei comuni dell’Alta Terra di Lavoro).

Uno dei pescatori di Mickey O’Donnel, comandante di un peschereccio che navigava in quei giorni con il suo equipaggio proprio nelle acque a nord dell’Irlanda, mentre stava issando le reti, vide qualcosa galleggiare sulla superficie del mare. Si trattava di una scialuppa di salvataggio che galleggiava quasi completamente sommersa. Cercarono inutilmente di svuotare la lancia dall’acqua e decisero quindi di trainarla a riva, seppure con difficoltà. O’Donnel e i suoi uomini nel tirare in secca la scialuppa si accorsero che non erano riusciti a svuotarla mentre era in acqua perché lo scafo era forato da proiettili. Alcuni bossoli giacevano sul fondo e, Ispezionando bene il relitto, i marinai scoprirono che qualcuno aveva disperatamente cercato di evitare l’affondamento, chiudendo i buchi con pezzi di stoffa, sui quali furono trovate anche tracce di sangue. I militari britannici con tutta evidenza avevano aperto il fuoco a bruciapelo contro i prigionieri che erano riusciti a salire sulle scialuppe, forse per impedire una possibile fuga4.

Scampato a morte certa, Zampi era dotato di un simpatico e divertente senso inglese dello humor. É stato associato alla produzione cinematografica britannica per oltre 30 anni, sebbene avesse iniziato la sua carriera a Roma come attore a 17 anni. Negli anni cinquanta del Novecento fece almeno cinque godibili e spiritosi films. Si era trasferito in Gran Bretagna nel 1923 e, dopo alcune esperienze minori di recitazione sul palcoscenico e nei film, si interessò agli aspetti tecnici della cinematografia. Nel 1930, lavorò come montatore negli studi di Teddington (UK) della Warner Brothers. Nel 1937, Zampi co-fondò una azienda di produzione cinematografica, la Two Cities, con il suo collega italiano Filippo Del Giudice. Morì a Londra appena sessantenne.

Fig. 1 - Arandora Star.

Links relativi:
Cinematografia Mario Zampi, Studi Cassinati, Affondamento Arandora Star

Raccolta Note

1. De Angelis Curtis G., Tra Grande Guerra ed emigrazione. I fratelli Vito, Gerardo e Luigi Di Ciacca di Picinisco, in Studi Cassinati, anno XVIII, n. 2 (aprile-giugno 2018), p. 120.

2. Pistilli E., L’affondamento dell’Arandora Star, in Studi Cassinati, anno IV, n. 3 (luglio-settembre 2004), pp. 160-167.

3. GranBretagna. Commemorate le vittime dell’Arandora Star, in L’Alpino, n. 9 del 2008 (ottobre), p. 47.

4. Vedi link Arandora Star.